Chiesa di S. Carlo Borromeo - Sessa Aurunca

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Chiesa di S. Carlo Borromeo - Sessa Aurunca

Chiesa di S. Carlo Borromeo - Sessa Aurunca - Autunno musicale 2017

Chiesa di S. Carlo Borromeo - Sessa Aurunca
Secondo quanto riferito dagli storici locali Lucio Sacco (1640) e Tommaso De Masi (1763),la Confraternita di San Carlo Borromeo di Sessa Aurunca fu fondata nel 1615 da un gruppo di laici che, dopo aver restaurato l’antica Chiesa di San Francesco, l’intitolò a San Carlo. L’attuale sede della Confraternita in origine era una piccola Chiesa dedicata alla Beata Vergine della Neve (ancor oggi nella sacrestia se ne può ammirare una splendida icona), ma, secondo una leggenda tramandata dai predetti storici locali, dopo la morte di San Francesco, la Chiesa fu dedicata a Lui per avervi trovato dimora nel suo soggiorno a Sessa ed a devozione del miracolo da lui compiuto e consistente nell’aver resuscitato un bambino morto sotto il crollo di una casa e poi affrescato da Giotto Sulla parete del transetto nord della basilica inferiore di Assisi dove sono dipinti due scene che riproducono momenti successivi della stessa storia. A dare notizia del miracolo sono Tommaso da Celano nel Trattato dei Miracoli e Bonaventura da Bagnoregio nella Legenda Maior. o il crollo vi è uno particolarmente interessato. Giorgio Vasari, nella vita di Giotto, attesta che in questi della chiesa inferiore era da riconoscere un “ritratto d’esso Giotto, molto ben fatto”. Più preciso fu il racconto di fra Ludovico da Pietralunga, secondo il quale il pittore era da identificarsi in una figura “quale sta verso l’arcone, volta in piedi con veste roscia et il manto over ciamarra alla antica di azzurro, la mano dextra con li deta quasi a un filo verso il mento et una capella in testa alla antica, volto verso l’arco, et risguarda al putto che la madre tiene in bracci morto”. Una iscrizione del 1755, presente nella chiesa di San Carlo nella cappella un tempo dedicata a San Francesco d’Assisi, sembra a sua volta rifarsi a questa tradizione, facendo riferimento al famoso miracolo compiuto dal Santo quando era in vita durante il suo passaggio a Sessa. Come risulta dalla visita del Vescovo Mons. Riccardi del 1591, nonché da atti notarili coevi, alla predetta Chiesa di San Francesco, sita nell’antica via detta dei Pignatari, veniva attribuito l’epiteto “dei battenti”, avendovi ancora sede, all’epoca, una Confraternita così denominata e risalente probabilmente al XIII secolo e di cui la Confraternita di San Carlo, mutato il titolo, è una prosecuzione. La Chiesa è strutturata su due livelli e nella parte inferiore è conservata intatta la cripta un tempo usata per la sepoltura dei defunti. La confraternita oggi svolge attività caritativa ed anima i riti della Settimana Santa, portando in processione il Sabato Santo il Mistero della deposizione, con il passo detto della “ cunnulella”